Un’informazione di qualità fa bene, anzi benissimo, all’efficacia della pubblicità, e ciò indipendentemente dai contenuti veicolati. A sottolineare questo binomio di successo è la ricerca Future of News UK, pubblicata a fine settembre dalla società HarrisX, sussidiaria di Stagwell Group, organizzazione di marketing e pubblicità globale. L’analisi mirava a verificare se la prossimità fisica dell’annuncio pubblicato accanto a particolari contenuti, come articoli sulla criminalità, sulla politica, sull’economia o sull’intrattenimento, potesse influenzare gli effetti della pubblicità sui lettori. Ma così non è, perché il contenuto informativo non influenza – almeno secondo questa ricerca – le reazioni dei clienti. A fare la differenza è la qualità dell’informazione, a prescindere dalle storie raccontate. Gli inserzionisti pubblicitari non devono preoccuparsi di essere pubblicati accanto a notizie che riguardino crimini, o altri eventi negativi. Devono piuttosto preoccuparsi che i contenuti siano veri e credibili, come lo sono, tradizionalmente, quelli stampati sulle testate di qualità. Quindi nessun timore a sperimentare, con la pubblicità, pagine diverse, con contenuti positivi o negativi, passando dallo sport alla cronaca, dall’economia all’intrattenimento. L’importante è la qualità dei contenuti.

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